Nella società globalizzata, quali sono le prospettive di lavoro per i maestri d'arte, a suo avviso?
Il lavoro dei maestri d'arte non è sostituibile da nessuna macchina nella realizzazione di oggetti pregiati ed inimitabili. La tradizione manifatturiera artigianale è deposito di una cultura e una sapienza che i macchinari non possono riprodurre e che diventa il vero valore aggiunto nella creazione di pezzi unici, di edizioni limitate, e di strumenti dai dettagli curati e preziosi, come i nostri.
Il "fatto a mano" è il punto cardine nella mission di Aurora ed è proprio per questo, a mio avviso, che bisogna preservare e difendere la tradizione e l'esperienza Made in Italy, soprattutto in una società sempre più globalizzata, dove l'unicità e la qualità dei prodotti spesso vengono sacrificate a discapito della serialità.
La sua clientela è ricettiva rispetto al valore "artigianale" delle penne Aurora?
La ricettività è direttamente dipendente dalla tipologia della nostra clientela. Soprattutto per le linee di alta gamma, infatti, i nostri principali acquirenti sono collezionisti e appassionati che sanno riconoscere il vero valore aggiunto dei nostri prodotti. I nostri pennini, ad esempio, sono molto apprezzati perché siamo rimasti gli unici in Europa a realizzarli interamente a mano e a offrire dunque una qualità ineguagliabile. Il valore artigianale di Aurora è ciò che caratterizza le nostre penne e le diversifica da altri tipi di produzioni.
Abbiamo fidelizzato i nostri clienti puntando proprio su questo plus e le risposte sono arrivate: il marchio Aurora è diventato infatti sinonimo di eccellenza Made in Italy nel polo del lusso ed è oggi riconosciuto e apprezzato non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in oltre 50 paesi del mondo.
Come riesce a coniugare tradizione e innovazione, artigianato e design?
Da sempre Aurora ha unito l'alta specializzazione dei suoi artigiani, l'ottima qualità delle sue collezioni e l'utilizzo di materiali preziosi al design più creativo. Questo ha dato vita a un processo produttivo vincente in perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione, che affianca le fasi produttive condotte con tecnologie computerizzate a lavorazioni realizzate con tecniche tipiche della tradizione orafa.
E non manca in Azienda uno sguardo attento e costante alle ultime tendenze e alle sperimentazioni nel campo del design. Una mission che, dalle collaborazioni del passato con nomi importanti come Zanuso e Nizzoli, prosegue ancora oggi. Ad esempio con il lancio di Qube, nuova linea del brand Firma (società acquisita dal Gruppo Aurora) interamente orientata al design, innovativa e futuristica, dall'originale sagoma cubica e realizzata in plexiglass trasparente.
Quali iniziative culturali porta avanti grazie all'associazione Aurea Signa?
L'Associazione Aurea Signa nasce nel 2004 per aprire al pubblico e condividere la collezione privata di oltre 3.000 pezzi raccolti dalla mia famiglia in quattro generazioni di attività nel mondo della scrittura. Obiettivo finale, (e mio sogno!) è la realizzazione su territorio italiano del primo Museo del Segno e della Penna per consacrare uno spazio esclusivo dedicato alla storia della scrittura che noi sosteniamo con impegno e passione da sempre.
Un primo passo verso questa meta ambiziosa è stato fatto con la mostra Penna, Inchiostro e Calamaio, excursus sugli strumenti di scrittura dall'antichità a oggi, ospitato tra dicembre 2008 e gennaio 2009 nelle sale di Palazzo Bricherasio, a Torino. Un' esposizione che ha riscosso grande successo e interesse da parte del pubblico e che abbiamo intenzione di rendere "itinerante" per poter mostrare questi piccoli gioielli in diverse regioni e Nazioni. Attualmente alcuni esemplari della collezione sono in prestito al Post Museum di Helsinki, ma speriamo di poter comunicare nuove tappe!
Nella storia dell'Associazione sono però numerose le iniziative che, dalla fondazione ad oggi, hanno contribuito al consolidamento della mission dell'Associazione e che ne hanno fatto portavoce di valori dell'arte, del bello e dello stile. Un esempio è stato l'acquisizione all'asta di uno degli esemplari di Toro, creato dall'artista franco-algerino Tibouchi, della Biennale dei Leoni 2006 Torino-Lione, con l'intento di dare un importante contributo al collezionismo torinese. Ma anche la collaborazione, sempre con Palazzo Bricherasio, nell'organizzazione di laboratori creativi sulla scrittura rivolti alle scuole o nel sostegno fornito per la realizzazione di libretti didattici che avvicinano i più giovani al mondo dell'arte.