Roma, capitale non solo di arte e cultura, ma anche di cinema: un'arte fatta di tanti mestieri, come testimonia il celebre atelier Rocchetti.

Pazienza e dedizione al lavoro sono fondamentali per chi, dal 1874, realizza a mano parrucche per lo spettacolo: dal teatro dei primi del Novecento, passando per le più importanti produzioni cinematografiche come Guerra e Pace, Barbarella, La Dolce Vita, Amarcord, Il piccolo diavolo, A spasso con Daisy (Oscar, tra gli altri, a Manlio Rocchetti per il Miglior Trucco), Maria Antonietta diretto da Sofia Coppola e moltissimi altri ancora. I Rocchetti hanno collaborato anche con i più importanti registi del panorama mondiale tra cui Rossellini, Visconti, Antonioni, De Sica, Pasolini, Zeffirelli, Fellini, Scorsese, De Palma e molti altri.

prendiamo fisicamente le misure della testa dell'attore, segnando l'attaccatura, poi scegliamo il materiale che può essere sintetico o naturale, fino alla realizzazione della parrucca che successivamente verrà provata e rifinita

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Le apprendiste sono spesso molto giovani: l'atelier collabora con l'Accademia del Cinema di Bologna, offrendo stage a studenti interessati a proseguire il proprio percorso formativo

“La magia in realtà non esiste”, ci spiega Manlio Rocchetti, che insieme al fratello Luigi rappresenta la quarta generazione alla guida dell'atelier. “Abbiamo la fortuna di avere una grande tradizione familiare e una lunga esperienza, che ci permettono di capire i bisogni di una produzione e di poter rispondere alle necessità del parrucchiere”.

Il percorso con cui si crea una parrucca parte dal su misura: “prendiamo fisicamente le misure della testa dell'attore, segnando l'attaccatura, poi scegliamo il materiale che può essere sintetico o naturale, fino alla realizzazione della parrucca che successivamente verrà provata e rifinita”.

La stanza dove la signora Fernanda, mamma di Manlio e Luigi, lavora ancora alla realizzazione delle parrucche, presenta uno scaffale con i modelli degli attori più famosi di Hollywood: ed è affascinante osservare la straordinaria minuzia con cui le artigiane al banco da lavoro realizzano i toupet, intrecciando con maestria capello per capello.

Le apprendiste sono spesso molto giovani: l'atelier collabora con l'Accademia del Cinema di Bologna, offrendo stage a studenti interessati a proseguire il proprio percorso formativo.

Manlio Rocchetti, grazie alla formazione di truccatore, ha coordinato il Corso di alta formazione in trucco per lo spettacolo presso l'Accademia di costume e moda di Roma.

Parlando con lui si scopre quindi che il segreto di un trucco ben riuscito è l'apparente perfetta naturalezza dell'unione tra trucco e parrucca: un risultato che si raggiunge solo mantenendo infiniti accorgimenti durante la fase di realizzazione della parrucca e durante il trucco.

"Una volta si realizzavano molti più lavori per il teatro", specifica Manlio. "Oggi il lavoro all'estero è molto più concentrato nelle produzioni cinematografiche, mentre nel mercato italiano in quelle televisive. Oggi in Italia mancano produttori coraggiosi, capaci di investire nel cinema. Il mercato è vittima del duopolio di RaiCinema e Mediaset. Un meccanismo che spesso non aiuta a migliorare la qualità, ma costringe a lavorare più rapidamente e con budget ridotti".