Giovanni Mengoni è un maestro ceramista umbro specializzato nella lavorazione del bucchero. Da anni si occupa di ricerca e innovazione del far ceramica cercando di applicare tradizionali metodi di lavorazione su contemporanei oggetti di design. Per il Salone del Mobile 2016 Mengoni ha creato una collezione di vasi in bucchero disegnati Ugo La Pietra acquistabili su www.yoox.com

Qual è la sua storia?

Vivo in Umbria, terra pervasa da una grande spiritualità e con un forte legame con la natura e la storia. Questo senso di trascendenza ha sempre guidato il mio pensiero e le mie azioni. Ho sempre avuto passione per le scoperte e per l’innovazione.

Pur avendo avuto diverse esperienze professionali, anche distanti dal mestiere che nel tempo imparato, ho sempre cercato di contestualizzarle e renderle stimolanti, convinto che tutte la diversità possano diventare un beneficio.

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Che formazione ha avuto? E quanto ha influito nella scelta di questo mestiere?

Ho frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Gubbio nella Sezione Ceramica poi l’Accademia di Belle Arti diplomandomi nella Sezione Pittura. Sicuramente la scuola superiore è stata quella che ha maggiormente influito sulle mie scelte professionali. Poi sbocciata la passione per la ceramica ho cercato di cogliere i segreti del mestiere presso le botteghe dei vecchi artigiani umbri in particolare la lavorazione al tornio e la modellazione delle argille.

Partendo dall’antica tradizione della ceramica umbra ha deciso di sperimentare un linguaggio contemporaneo. Ci racconti come nascono le sue opere.

Mi ha sempre colpito in maniera profonda la possibilità di creare forme concrete da una materia informe, semplice e povera. Ho osservato la trasformazione degli usi e delle tradizioni, ho cercato di capire, in più ambiti, quali potevano essere le nuove tendenze e ho associato applicazioni tradizionali a soluzioni contemporanee.

La sua ricerca artistica spazia attraverso l’uso di diversi materiali. Quali sono e con che tecniche li lavora?

Posso dire che nel tempo ho acquisito delle competenze sui materiali e sulle tecniche abbastanza vaste nell’ambito della ceramica artistica industriale ma quelle che cerco di prediligere, sono le tecniche più arcaiche: ossia la lavorazione al tornio e la modellazione. Parallelamente ho approfondito anche competenze trasversali: l’uso della stampa 3D per la creazione di oggetti in ceramica e l’elaborazione di disegni tridimensionali.

Qual è la sua clientela?

La mia clientela è molto varia e con esigenze diverse. Mi vengono chiesti pezzi finiti di mie collezioni ma anche semilavorati, prototipi per terzi, start up di prodotto e lavorazioni particolari. Mi viene richiesto inoltre di insegnare per vari corsi di formazione specifici.

Pensa che i giovani possano essere interessati a intraprendere questa attività?

Io penso che in una società che sta cambiando il concetto di manualità diventa sempre più difficile da affermare. Esiste da tempo la consapevolezza e l'importanza di tramandare certi valori legati all'artigianalità ma la strada da percorrere per i giovani è più difficile perché le competenze da acquisire aumentano e sconfinano in più settori di formazione, talvolta facendo perdere gli obiettivi preposti. Ma sono convinto che se guidato da una giusta e sostenibile visione il mestiere, seppur segnato da molte difficoltà, diventa ancor più appassionante e vivo.

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