L'intervista di questo mese è dedicata a un giovane maestro d'arte specializzato nella decorazione pittorica, il milanese Fabio Colombini.

Da dove nasce la tua passione per la decorazione pittorica?

Sin da ragazzino sono sempre stato attratto dalle decorazioni delle ville antiche e dagli affreschi che vedevo nelle chiese. Affascinato dalla bellezza di queste opere, ho iniziato ha riprodurle a mio modo, assecondando questa passione che sentivo dentro di me. Un'altra mia musa ispiratrice, se così posso dire, è stata la natura: osservandola ho iniziato a captarne la realtà e la bellezza. Mi sono dunque applicato allo studio dei materiali e delle tecniche, dai pigmenti ai colori, dalle ombre alle prospettive, cercando il modo di allargare la mia visione e le mie possibilità espressive.

Come ti sei orientato su queste tecniche?

Oltre ai colori, con il tempo ho iniziato a sperimentare l' utilizzo di materiali quali colle, silicati, resine, stucchi, poliuretano, acrilici, vernici di vario genere, fogli d'oro. Ci sono voluti molti anni prima di arrivare a conoscere a fondo il loro utilizzo, e di saper sfruttare i contrasti fra i diversi materiali: solo provando e riprovando con pazienza si arriva a ottenere ciò si vuole, e specialmente quello che si vuole trasmettere. La street-art dei primi anni Novanta mi ha fornito un grande aiuto nel perfezionare la tecnica dell'utilizzo esclusivo di vernice spray: anch'io infatti dipingevo su pareti e su tele di varie dimensioni.

Quali sono i modelli cui ti ispiri, o che reputi interessanti?

Mi ispiro molto all'arte fotografica, soprattutto ai maestri del bianco e nero, e a quelle che chiamerei le "visioni reali quotidiane". Ma i modelli cui mi ispiro principalmente sono quelli che invento direttamente io, nei confronti dei quali applico più frequentemente la mia creatività. Reputo particolarmente interessante un artista molto famoso nel suo campo, H.R. Giger, le cui forme surrealiste mi hanno sempre affascinato.

Che tipo di percorso formativo hai seguito?

Non ho frequentato nessuna scuola di base artistica; il mio percorso formativo è progredito di pari passo con la mia passione e amore per l' arte, e naturalmente con la pratica.
Sono dunque un autodidatta.

Quali sono i canali di promozione della tua attività?

Soprattutto i miei link, direi: sono un modo per farmi conoscere in tutto il mondo. Prendo parte a varie esposizioni collettive nelle gallerie d'arte, anche le proposte di collaborazione con gli studi di architettura sono un ottimo canale.

Ti ritieni più artista, artigiano o in equilibrio tra le due definizioni?

L'artigiano è un artista! Tutto quello che si crea con le proprie mani e la propria fantasia è arte. Io credo di sentirmi sia artigiano sia artista, ma preferisco che siano le persone a saper riconoscere quale tratto sia più rappresentativo della mia personalità.

Quale spazio ritieni venga dato ai giovani nell'attuale panorama artigianale e artistico italiano?

Dal mio punto di vista , oggi i giovani sono attratti e indirizzati al mondo tecnologico più che a quello artistico e artigianale, forse perché non hanno opportunità e punti d 'incontro dove poter sviluppare sia intellettualmente sia manualmente i mestieri d'arte. Spesso si può essere fortunati (ed è la parola giusta) solo se un mestiere è tramandato da generazioni.