Collezionavo ricami e pizzi antichi e già mi dilettavo in queste arti, ma senza conoscere a fondo la tecnica del punto croce. Decisi così di iscrivermi a un corso di ricamo, ma neanche la mia insegnante padroneggiava quella tecnica.

Quando ha deciso di aprire una scuola di tombolo e ricamo?

L'idea ci ronzava nella testa da un po' ma non avevamo una sede. Un giorno, per scampare a un diluvio, noi tutte associate ci riparammo sotto un portone sul quale leggemmo la scritta “affittasi”. Affittammo d'impulso il locale di via Cappuccio, che ci ospita tuttora: era il 1992. La scuola all'inizio offriva corsi di stencil, composizione con fiori e ricamo; dal secondo anno decidemmo di concentrarci solo sui ricami e il tombolo, oggi la nostra attività principale, insieme al restauro di trine antiche, che è affidato solo a lavoranti già esperte. Le insegnanti di almeno metà delle scuole aperte dal 1992 a oggi si sono formate da noi.

Le insegnanti di almeno metà delle scuole aperte dal 1992 a oggi si sono formate da noi.

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Penso che sarebbe un importante passo in avanti se il merletto o il ricamo venissero insegnati nelle scuole.

Qual è il rapporto tra le tecniche tradizionali e la necessità di uniformarsi ai tempi?

La tecnica base, il punto tela, è uguale in tutto il mondo ed è il punto di partenza per imparare le altre tecniche e sviluppare qualsiasi progetto. Il Giardino dei Punti ha introdotto la tecnica dello stampaggio del disegno su carta da lucido, da cui poi viene riprodotto sui cartoncini, senza bisogno di ridisegnare ogni volta lo stesso disegno a mano su carta millimetrata.

Chi sono coloro che si interessano al suo lavoro, aderendo ai corsi o commissionando opere?

Le allieve provengono anche da altri paesi come la Francia o il Giappone e sono persone che sentono il fascino di fare le cose a mano; purtroppo sono pochi i giovani. Le commissioni arrivano da Italia, America, Stati Uniti, Australia, Giappone: spesso non conosciamo i clienti di persona, ma sappiamo che c'è un passa-parola tra le persone che amano i nostri lavori.

Quali sono i problemi del settore?

Purtroppo le persone che vogliono avvicinarsi al ricamo o al merletto non hanno nessuna copertura giuridica. Non esiste la figura del ricamatore professionista, non esistono attestati riconosciuti in tutt'Italia. Come conseguenza, proliferano scuole con insegnanti non adeguatamente preparate, cosa che danneggia il settore. Inoltre i giovani non sono educati a percepire la bellezza delle cose fatte a mano, e il piacere di creare una cosa ben fatta e nuova. Oppure possono essere appassionati ma non riescono a vedere concrete prospettive di lavoro: le merlettaie non riescono a fatturare, spesso lavorano in nero. Molte grandi case di moda che prima commissionavano in Italia ora fanno ricamare in paesi come l'India.

Cosa si aspetta per il futuro di questa professione?

Le prospettive di lavoro sono poche, ma per fortuna sta crescendo una nuova voglia di fare a mano e bene, soprattutto nei piccoli centri abitati. A Milano c'è poco tempo per dedicarsi a questi lunghi lavori e poco potere d'acquisto da parte dei clienti. Penso che sarebbe un importante passo in avanti se il merletto o il ricamo venissero insegnati nelle scuole. Per nostra esperienza i bambini dai sette ai nove anni sono molto ricettivi e imparano prima degli adulti.