Abbiamo incontrato Franco Lorenzi, proprietario insieme al fratello Aldo della più celebre e rinomata boutique di rasoi, lame e oggetti per la rasatura, per conoscere e far conoscere la loro collezione unica al mondo.

La coltelleria Lorenzi, una delle "botteghe storiche" più raffinate e antiche di Milano, ha tuttora sede in Via Montenapoleone 9, nei medesimi spazi dove nel gennaio del 1929 Giovanni Lorenzi (padre di Franco e Aldo) aprì il suo negozio.


La passione con cui i proprietari trasmettono l' amore e la cultura per i loro oggetti è parte integrante della magia che strega non solo i numerosi clienti che visitano il negozio, ma anche i curiosi spettatori che accedono alla Collezione: un repertorio di oggetti per la rasatura unico al mondo, nato quasi per gioco negli anni Quaranta del Novecento e ora esposto in una galleria privata, nel cuore del Quadrilatero della Moda milanese.


Gli oggetti collezionati, acquistati o reperiti nel corso degli anni sono stati sottoposti a una attenta catalogazione, che ha reso possibile una scelta e quindi una selezione dei pezzi più straordinari esposti presso la Galleria.


In questo spazio sono presentati circa 4000 esemplari di rasoi e strumenti connessi alla rasatura: una sezione particolare è dedicata ai brevetti, circa 450, che contribuiscono a scandire correttamente il decorso temporale della collezione.

È Franco Lorenzi stesso a indicare i suoi modelli preferiti: il medesimo modello rasoio che usava Gabriele d'Annunzio, per esempio, o il rasoio per mancini; il primo rasoio in legno per signora, o il rasoio Gillette elettrico; il rasoio più piccolo che esista e quello più introvabile e caro.


La collezione è al momento visitabile previo appuntamento (02 76 02 28 48) presso lo storico Palazzo Melzi di Cusano, dove è collocata da 12 anni. Tuttavia, a Settembre 2008 è previsto un suo trasferimento.


Le istituzioni pubbliche non hanno purtroppo sentito il richiamo di questo piccolo gioiello milanese, e se lo stanno lasciando scappare di mano. Il che è un vero peccato: chi non vorrebbe nella propria città un museo unico al mondo?