La settimana della moda milanese si è appena conclusa: il grande pubblico spesso dimentica che dietro alla realizzazione di un grande abito o accessorio, non ci sono solo gli stilisti, ma anche le mani sapienti di artigiani che sanno trasformare il progetto in un oggetto magnifico.
È proprio ciò che sa fare Anna Tosi,  terza generazione di Pagliani & Brasseur, storica azienda artigiana a conduzione famigliare specializzata nella creazione di fiori e animali in tessuto, accessori raffinatissimi e fantasiosi realizzati interamente a mano, che nel corso degli anni hanno visto numerose e svariate applicazioni nella moda e nell’arredamento d’interni. Negli anni l’azienda è cresciuta moltissimo, arrivando a collaborare con grandi maison, come Dolce & Gabbana, Valentino, Christian Dior, Gucci, Giorgio Armani e molte altre.
Nel 2020 Anna Tosi ha conseguito il titolo MAM – Maestro d’Arte e Mestiere, riconosciuto dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, entrando nel Libro d’oro dell’Eccellenza Artigiana Italiana.

Ci racconti la storia della sua azienda di famiglia, Pagliani & Brasseur.

L’Azienda nasce nel 1946 su iniziativa della nonna Giuditta Brasseur e il nonno Giobatta Pagliani. Una maestra di alta scuola francese insegnò a mia nonna Giuditta l’arte di creare i fiori in tessuto e tutti i segreti di questo antico mestiere. Una volta finiti gli studi, Giuditta incontra Giobatta, scultore e pittore, che sposerà pochi mesi dopo. I miei nonni si trasferiscono a Verona e nel 1946 nasce il “Laboratorio artigiano Pagliani & Brasseur per la produzione di fiori artificiali in tessuto, per l’abbigliamento e l’arredamento”. Mio nonno inizia a lavorare la creta per creare gli stampi che, fusi in bronzo, sono indispensabili per riprodurre con precisione le forme dei petali e delle foglie di ogni fiore da realizzare in tessuto. Mia madre Luciana Pagliani entra in laboratorio ancora giovanissima e in breve tempo i nostri fiori vengono apprezzati e acquistati nei migliori negozi d’Italia. Nel 1958 Luciana sposa mio padre, Luigi Tosi, e l’azienda si trasferisce in un laboratorio più grande e funzionale alla famiglia che stava crescendo.

Ho sempre creduto sin dall’inizio nel mio lavoro, e non ho mai avuto limiti nel realizzare e interpretare i progetti richiesti dai miei clienti: ogni volta è una novità, una scoperta ispirata da fantasia e creatività.

Ogni collezione è unica: è sempre una crescita stilistica e creativa che mi trasmette energia e forza. Custodisco gelosamente tutti i progetti, le collezioni, gli studi modello e le prove dei miei clienti in un archivio che conta oggi 70.000 prototipi.

Qual è stato il suo percorso e come ha iniziato a svolgere questo mestiere?

Ho iniziato da piccola a frequentare il laboratorio di famiglia, e da allora non ho mai smesso di subire il fascino di questa straordinaria arte, grazie a cui posso esprimere tutta la mia creatività. Alle scuole elementari, non solo ho imparato il ricamo, i ferri, l’uncinetto e la pittura su tela, ma mi sono appassionata anche alla lavorazione dei cesti di paglia e delle tecniche a telaio. Finiti gli studi, nel 1982, ho preso in mano l’azienda dei miei genitori portando cambiamenti radicali sia nella lavorazione che nella qualità del prodotto, e proponendomi nel mondo della moda. Oltre ai fiori, ho iniziato a realizzare cappelli e borse su misura intrecciate al telaio. Il risultato è stato apprezzato da molte case di moda.

Cosa è cambiato nel corso di tre generazioni e cosa significa oggi gestire un’attività tramandata di madre in figlia?

Sono cambiate tante cose a livello stilistico, creativo, manuale e anche aziendale. Per molti anni i miei genitori, in particolare mia madre, hanno fatto fatica ad accettare il cambiamento che avevo portato nei tessuti e nello stile, e nella realizzazione di modelli che nascevano dalla mia creatività. Ho cambiato completamente lo stile, impiegando tessuti d’abbigliamento, morbidi e leggeri (quelli usati in origine per i fiori artigianali erano rigidi e pesanti). Volevo rendere vivo ogni singolo modello. Volevo realizzare tutto ciò che la fantasia mi ispirava. E così è nata una nuova storia, una nuova epoca: io desideravo che il fiore venisse indossato come un gioiello, da tutti. È stato molto difficile far capire al mondo della moda la bellezza, il romanticismo, lo studio, la manualità: se fin dall’inizio i miei fiori sono stati molto apprezzati da miei clienti dell’alta moda, il mio sogno era che potessero diventare accessori prêt-à-porter, indossabili da tutti. Ma all’epoca non era così.


A quali epoche e stili si ispira per realizzare i suoi accessori?

Sono sempre stata molto attratta e ispirata da stampe e dipinti antichi di dame dell’Ottocento, che indossano corone di fiori, diademi nelle acconciature e abiti romantici, decorati e ricamati con tralci e cascate di fiori in stoffa. Una poesia e un romanticismo che mi ha sempre fatto sognare. Ho una grande fortuna, quella di lavorare con tanti stilisti diversi, ognuno con la propria personalità, che mi permettono di spaziare con la fantasia da un tema all’altro. 
Ad oggi com’è organizzata l’azienda? Ha dei collaboratori che la assistono nel lavoro?
Da sempre collaborano con me molte persone, ognuna ha un proprio ruolo, ma tutte sono animate da passione e dotate di un saper fare acquisito con il tempo e l’esperienza. Siamo cresciute unite, vivendo momenti intensi, molto belli, ma anche difficili e di grandi sacrifici. C’è chi ha iniziato con me 40 anni fa ed è ancora al mio fianco, e chi non ha resistito davanti a tutte le difficoltà e se ne è andato. Tuttora collaborano con me quattordici ragazze, con le quali cerco di mantenere un rapporto di fiducia e rispetto. Come in tutte le aziende ci sono momenti di difficoltà e decisioni molto importanti da affrontare, ma siamo ancora unite e forti e andiamo avanti determinate cercando di guardare sempre al futuro.

Nel corso degli anni la sua azienda è cresciuta molto. Qual è stato il segreto di questo successo secondo lei?

Ho sempre creduto sin dall’inizio nel mio lavoro, e non ho mai avuto limiti nel realizzare e interpretare i progetti richiesti dai miei clienti: ogni volta è una novità, una scoperta ispirata da fantasia e creatività.
Ci sono principi fondamentali nel mio lavoro: la fedeltà alla parola data e il rispetto delle esigenze del cliente; cerco di essere sempre puntuale e precisa nel controllare la qualità dei modelli realizzati, dapprima come studio, e poi nella produzione, dal momento che devono essere sempre conformi all’originale; ma anche di accontentare il cliente realizzando i campionari in breve tempo, anche con sacrificio e lavoro straordinario. Tento di proporre sempre modelli nuovi, con studi e lavorazioni ricercate, per renderli unici e particolari.
La cosa più importante è amare il proprio lavoro, trasmettere energia, vitalità ed entusiasmo al cliente e a tutto il mio staff, sapendo che ce la dobbiamo fare… anche questa volta!

Negli anni avete collaborato con importanti brand e maison della moda. Com’è stato lavorare fianco a fianco con stilisti e altri professionisti di settore?

Avevo 18 anni quando ho presentato la mia prima collezione di fiori alla maison Valentino, un incontro indimenticabile. Valentino mi ha dato subito fiducia nell’interpretare la sua richiesta: dovevo applicare dei piccoli petali di fiori dipinti su velluto di seta e raso, che, uniti insieme, formavano delle viole pansè, che sfiorivano per riunirsi ancora in altre viole. Porto sempre nel cuore quel lavoro, il modello originale è tuttora in esposizione nel mio showroom.
Successivamente ho cominciato a presentare la mia azienda storica a tante maison della moda, lavorando sempre con entusiasmo a fianco dei miei clienti, dallo studio del progetto alla realizzazione dei modelli. La collaborazione con la maison Dolce & Gabbana, con cui  collaboro da quasi 40 anni, mi è particolarmente cara per l’intesa progettuale e l’empatia che c’è fra di noi. Ogni collezione è unica: è sempre una crescita stilistica e creativa che mi trasmette energia e forza. Custodisco gelosamente tutti i progetti, le collezioni, gli studi modello e le prove dei miei clienti in un archivio che conta oggi 70.000 prototipi.


Cosa ama di più del suo lavoro?

La libertà di poter esprimere e realizzare ciò che sento e di vederlo apprezzato nel mondo della moda. La gioia di essere riuscita a realizzare il mio sogno e a far prosperare l’azienda di famiglia… un fiore all’occhiello dell’artigianato italiano!

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