Il grande couturier Roberto Capucci ci parla di mestieri d'arte, alta moda e ricerca della perfezione.

Come è nata la sua passione per la moda?

Dall’ osservazione degli abiti e di come vestivano le donne della mia famiglia mia madre, mia sorella le mie zie, da una propensione innata per la critica e la meraviglia nei confronti del bello e del colore. Ho sempre disegnato vestiti perché mi divertiva, i miei studi al Liceo Artistico quindi all’Accademia di Belle Arti hanno affinato, sviluppato e portato a compimento il senso del disegno, dei colori e delle proporzioni. A vent’anni avvenne l’incontro casuale con una giornalista che visti i miei disegni mi spinse ad aprire una sartoria.

Quanto è stata importante, per lei, la formazione in atelier?

Basilare, ha rivestito un’ importanza cruciale per lo sviluppo del mio lavoro. Io non sono un sarto né ho mai studiato tale arte, il mio metodo è partire dal disegno e, grazie a quanto ho potuto ‘respirare’ nell’ambiente del laboratorio, sono riuscito a concepire un sistema grazie al quale riesco ad intendermi con le sarte e gli artigiani specializzati.

Raccomando spesso ai giovani l’importanza di realizzare un buon prodotto di pret-a-porter poiché l’alta moda è una professione che va scomparendo.

Le sue straordinarie creazioni richiedono una maestria eccezionale sia nel disegno, sia nella realizzazione. Quale figure la affiancano nella creazione? Sarte, modelliste, ricamatrici…?

Tutte le figure che attengono alla realizzazione di un abito di alta moda: sarte, ricamatrici ed esperte del plissé, tagliatrici, artigiani. Non mi affiancano disegnatori, disegno ogni abito per mio conto perché è la mia passione, mi diverte, mi piace.

Ci sono dei giovani che si avvicinano al suo team di lavoro, per imparare il suo stile direttamente “sul campo”, ovvero collaborando alla realizzazione degli abiti?

I giovani del mio team si occupano di attivare percorsi verso i giovani; il loro lavoro è dedicato all’ordinamento e alla digitalizzazione dell’Archivio Storico, all’implementazione del marchio della Fondazione attraverso l’organizzazione delle mostre, e alla formazione con la realizzazione di seminari specifici di approfondimento su materie e tecniche che sono caratteristiche del nostro lavoro creativo. A partire dal 2008 si sono già tenuti seminari sul plissé, sul colore e sullo studio di materie e forme, organizzati a Firenze nella sede del Museo della Fondazione Roberto Capucci a Villa Bardini che hanno proprio lo scopo di formare ed introdurre giovani talenti nel mondo del lavoro.
Per quello che riguarda la parte di creazione lavoro da solo e raccomando spesso ai giovani l’importanza di realizzare un buon prodotto di pret-a-porter poiché l’alta moda è una professione che va scomparendo.