![]() | |
Joe Braunbeck - 2007 |
Per le sue alte valenze simboliche, la Fondazione (con la collaborazione di Emanuele Pirella e della sua Scuola) ha scelto la Saliera di Cellini come proprio logo.
La celebre Saliera, realizzata tra il 1540 e il 1543 per Francesco I re di Francia e conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna, è considerata uno dei massimi capolavori di Benvenuto Cellini.
Orafo per eccellenza, Cellini rappresenta perfettamente l'artigiano artista rinascimentale che domina la tecnica, padroneggia l'arte e il gusto, segue di persona la realizzazione del manufatto, sceglie e forgia i materiali, cerca l'acquirente per la propria opera e ne stabilisce il prezzo dopo averne comunicato il valore.
Nella Saliera sono rappresentate le due figure mitologiche di Nettuno armato di tridente (che rappresenta il mare), per il sale, e una Ninfa o forse Gea (che impersona la terra) per il pepe, sedute uno di fronte all’altra di modo che le loro gambe s’incrocino, o meglio, stando a una descrizione dello stesso Cellini “s'intramettevano le gambe, sì come entra certi rami del mare infra la terra, e la terra infra del detto mare”.
Le due figure principali sono in oro: Nettuno è quasi portato in trionfo dai suoi quattro cavalli marini, mentre onde di smalto blu formano il mare. La Terra regge fiori e frutti e siede su un elefante: emblema di re Francesco, l'animale è coperto da un drappo blu con i gigli d'oro di Francia.
Il “sale” qui assume la valenza simbolica di “ciò che dà sapore e conserva”, così come i mestieri d'arte preservano il prezioso savoir-faire antico di secoli, e danno sapore alla vita degli uomini deliziandone il senso estetico e servendo a funzioni pratiche.
Il “pepe” è invece l'elemento “piccante” che stimola il corpo e la mente, come la forza propulsiva della creatività che spinge verso il futuro e verso i nuovi mestieri d'eccellenza che lo caratterizzeranno.
Leggi l'autobiografia scritta dal Cellini